CESARE TREBESCHI

Memoria e futuro

Cesare Trebeschi

"Si deve conoscere il valore dell’oggi, della quotidianità, per tenere i piedi per terra: ma per camminare guardando il domani, ad occhi aperti, è prima necessario non ignorare, non trascurare la strada che ci precede".

Mattutino di un sindaco

Guai se l’impegno nella quotidianità soffocasse l’attenzione al domani.
Mattutino di un sindaco

Ricordo Indira Gandhi nel settembre 1983 a Nuova Delhi: una pioggia di petali di rosa la inondava mentre concludeva il discorso di apertura della Conferenza mondiale dell’energia, discorso insieme di contenuti programmatici e di forti vibrazioni politiche, non senza una venatura polemica. Non soltanto a me, dunque, conoscendo la sua vita avventurosa e rude, fece impressione un passo, appunto quanto mai liricamente gentile: “Siamo stati invitati su questa terra per una breve visita, cerchiamo di compiere con discrezione, con delicatezza, il nostro cammino”.
Mattutino di un sindaco

Quell’andar senza meta, preoccupati di eludere occhiate pericolose, mi ripropone una lunga camminata da Cellatica alle pendici del Guglielmo, tre giorni dopo l’armistizio, con mio padre, preavvertito di imminente arresto, e tre giovani. Breve sosta a S. Maria del Giogo, per prendere fiato (e distendere il ginocchio malfermo di papà), con un’occhiata struggente al lago d’Iseo da una parte, e dall’altra alla Valtrompia. Seminascosto tra le poche piante, un altro fuggiasco; la reciproca diffidenza è palpabile quando si riconoscono: Silvio Bonomelli, socialista, una volta avversario politico (finirà trucidato qualche mese più tardi): ma la trasparenza della Madonna del Giogo dissolve ogni paura, facciamo un po’ di strada assieme. Testamento e promessa.
Storia e leggenda del buon ladrone patrono degli avvocati

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